AVV. CARLO SERGIO SOLDANI – IL CASO DEI COMPRO ORO

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ARTICOLO DEL PROFESSIONISTA DI CILP ITALIA

Avv. Carlo Sergio Soldani

(Foro di Milano)

Nei decreti legge di recente emanati dal Potere Esecutivo si possono ravvisare elementi penalmente perseguibili, in particolare in relazione all’art.610 C.P.

Il Caso dei Compro Oro

Il quesito si appalesa interessante e possibile alla luce delle costrizioni imposte in una situazione particolare e mai verificatasi prima, almeno in maniera così ponderosa.

Sicuramente va tenuto conto del possibile stato di necessità oggettivo che certamente non può non avere inciso sulle decisioni del Governo.

Preliminarmente devesi comunque rilevare che possono sussistere nei provvedimenti de quibus dei profili di incostituzionalità, in quanto alla base di tutto sussiste la libertà del cittadino, la sua libera circolazione e quant’altro connesso.

Nel merito osserviamo.

Nell’ambito delle limitazioni o comunque delle inibizioni alle riaperture, anche parziali, rientrano quelle conferenti particolarmente con un settore che ha fatto molto discutere:

I COMPROORO

Il motivo è riscontrabile in re ipsa, stante la peculiarità di tali imprese e società che appunto gestiscono un’attività perfettamente legale, sottoposta ad una amplissima lente d’ingrandimento e francamente non appare chiaro, direi per nulla, il o i motivi inibenti dapprima la chiusura e poi la denegata riapertura, tra l’altro senza una valida sommatoria di motivazioni.

Ne consegue che una domanda sorge automatica: può il soggetto responsabile penalmente essere chiamato a rispondere del reato di cui all’art.610 C.P.? O anche di ulteriori reati in concorso?

La risposta non si esaurisce tout court con un sì o un no o un forse, trattandosi di materia certamente delicata e complessa.

Superando eventuali profili di incostituzionalità che se riscontrati dalla Corte Costituzionale fanno venir meno le normative attinte da tale giudizio che ravvisa contrastante la o le norme, o parte di esse appunto incompatibili ed in netto contrasto con la Legge Fondamentale, ci accingiamo ad esplorare nei meandri del diritto se sia possibile ravvisare nei confronti dei provvedimenti emanati dal Governo se siano ravvisabili le fattispecie di cui all’art.610 C.P. .

Ciò nei confronti della specifica categoria della quale ci stiamo occupando.

Non va trascurato un particolare che fa apparire il reato di Violenza Privata come tutto o il contrario di tutto, che può anche far assumere come tale reato sussista sempre oppure mai.

Certamente il dictum di cui sopra è una forma di parafrasi anche per comodità di ragionamento letteral-giuridico, data la particolarità del reato medesimo.

L’art.610 c.p. prevede la fattispecie della violenza privata nelle sue variegature.

Si distingue da altre figure penalmente perseguibili per la particolare volontà dell’agente- soggetto attivo a costringere il soggetto passivo a subire la costrizione imposta.

E’ certamente molto difficile cogliere una volontà criminosa nella emanazione del decreto legge che non ha specificatamente previsto la facoltà dei compro oro di tenere aperta

l’attività o comunque nell’avere impedito ex posto la stessa, magari con limitazioni di orari, anche se non indispensabile per la tutela della salute.

Comunque si osserva.

Il Potere Esecutivo ed i suoi componenti ovviamente a titolo personale non possono certamente non sapere che la legge (decreto legislativo) n.92/2017 è ritualmente entrata in vigore il 5 luglio 2017.

Posto tale ineludibile assioma, risulta evidente come la richiamata norma abbia stabilito la tassativa iscrizione del Comproro nel registro OAM-Organismo per la Gestione degli

Elenchi degli Agenti in Attività Finanziaria e dei Mediatori Creditizi.

Ciò significa-in claris- che la volontà soggettiva con la finalità oggettiva del legislatore è stata quella di disporre una cogente iscrizione, con ben specifici requisiti, posti come – condicio-per la stessa iscrizione, in un elenco di Agenti in Attività Finanziaria.

In caso contrario nessuna possibilità di esercitare tale attività.

Certamente non trattasi di mera coincidenza in quanto il legislatore ben sapeva che l’attività del comproro fosse -in substantia- quella appunto di FINANZIARE colui che intende vendere gioielli preziosi in oro con la cessione del bene da parte del venditore e, nel sinallagma contrattuale, con l’immediata dazione del danaro in relazione al peso dell’oro, e

con mercuriali già fissati o –secundum lege- oppure secondo le quotazioni al FIXING di Londra o altra fonte a ciò preposta o comunque di riferimento.

Come si può agevolmente rimarcare siamo pur sempre nel mondo della Finanza, vuoi direttamente o anche in via mediata, ma comunque lo scopo del comproro è quello di poter permettere a chicchessia, sempre secondo i parametri della legge, di monetizzare un suo bene, e proprio quello, per suoi motivi personali, con operazione molto veloce e soggetta ad una lente d’ingrandimento per plurime finalità ed esigenze.

Inoltre devesi specificare che diversamente dal Banco Pegni, il Comproro svolge un ruolo – sic et simpliciter- nonché definitivo, nel versare somme di danaro al venditore dello stesso oro, così a contratto concluso.

Consegue che per interpretazione eziologica il Comproro è un Operatore Finanziario,

forse –sui generis-connesso anche ad una attivita’ commerciale, anche quest’ultima

comunque particolare, con la conseguenza che la prefata attivita’ necessita di condizionante iscrizione, guarda caso, proprio in quel registro che comprende gli Agenti Finanziari e

quant’altro connesso.

Che il controllo su eventuale riciclaggio sia ricompreso anche nella finalità dell’iscrizione è assolutamente logico e non muta la valenza dell’attività finanziaria, quantomeno- principaliter-del Comproro, poiché se il solo e precipuo scopo della tassativa iscrizione

all’OAM fosse stato quello del controllo dell’eventuale riciclaggio non era certamente necessaria l’imposizione dell’iscrizione, potendo le Autorità a ciò preposte, operare comunque per tale finalità, come avvenuto in precedenza. Le indagini ante 2017 dimostrano tale passaggio interpretativo anche per le indagini svolte dalla Guardia di Finanza.

Ergo è corretto assumere che il Comproro poiché FINANZIA, forse in maniera atipica, ma comunque tale da non svilire in tutto o in parte l’enunciata opera e finalità, colui che ne

chiede l’adempimento contrattuale con la propria obbligazione di cedere il proprio oro, rientra di pieno diritto nella categoria delle attività finanziarie, come tali risultanti-in re ipsa-di pubblico interesse, intervento sociale, ed assoluto ed ineludibile strumento di intervento in situazioni di necessità soggettiva del singolo cittadino.

Ciò in situazioni di oggettiva normalità sociale, in tempi di inesistenza di calamità naturali, vuoi terremoti, alluvioni o altra nefasta situazione; a maggior ragione invece in tempi di calamità naturali o come nel caso attuale di contagio da virus di origine animale spontanea o eventuale costruzione di chicchessia per i più disparati motivi illeciti, con le eziologiche conseguenze che il BISOGNO del singolo cittadino si accentua-ultra dimidium-così da portarlo in una situazione di pressante necessità soggettiva ed anche oggettiva.

Le banche sono operative, come le poste, entrambe svolgono attività finanziarie, le poste in maniera più mediata, come parimenti i Banco Pegni, mentre i Comproro devono rimanere chiusi, senza una plausibile spiegazione men che meno motivazione da parte del Potere

esecutivo, che si è limitato a legiferare con riguardo alle attività definite essenziali, ma non spiegando per nulla perchè il Comproro non eserciterebbe una ATTIVITA’

ESSENZIALE, tra l’altro di primo ed immediato intervento!!

Se un cittadino non può avere danaro da una banca per i più svariati motivi, certamente potrebbe recarsi in un banco pegni, ma deve avere poi comunque l’onere di riscattare il pegno e può già sapere di esserne impossibilito, e comunque riceverebbe danaro in proporzione e valore di gran lunga inferiore all’effettiva valenza dei suoi beni, mentre dal

Comprooro può ottenere una valutazione maggiore secondo le quotazioni di mercato e senza dovere poi riscattare un pegno, già sapendo di esserne impossibilitato.

In sostanza si denota-in claris-un’evidente disparità di trattamento vietata dalla Carta Fondamentale, nei confronti dei Comproro, pur svolgendo i medesimi una marcata attività finanziaria.

Per gli stessi si evidenzia un doppio danno sotto forma di quello emergente nonchè del – quantum lucrari potui- con il ricavato della fusione dell’oro comprato e rivenduto alla fonderie.

Pur considerando il previsto decreto legge –in itinere-che consentirebbe prestiti e finanziamenti con la garanzia dello Stato, agevolati ed a lungo termine per l’adempimento restitutorio, trattasi certamente di una posizione di squilibrio in quanto il danno subito e risarcendo costituisce somma incamerabile –tout court- mentre il prestito, per agevolato che possa essere, con tutte le garanzie dello Stato, va pur sempre restituito, pur senza interessi ed a lungo termine.

Nel caso in cui un Comproro si trovi a non avere un risarcimento, per le motivazioni di cui sopra, ed ottenuto il prestito non riesca poi a restituirlo alla banca diviene debitore dello Stato garante, ma comunque ipoteticamente assoggettabile ad una procedura concorsuale, e magari essere indagato per reati di bancarotta fraudolenta o anche semplice, ma comunque inibente nuove attività e certamente foriera di ulteriori e pesanti problematiche.

Perchè potrebbe configurarsi un’ipotesi penalmente perseguibile nei confronti di Colui o Coloro che hanno predisposto il decreto legge–de quo-?

E comunque hanno dato un’interpretazione restrittiva nei confronti del Comproro? Certamente trattasi di fattispecie molto difficile da cogliere, ma non del tutto impossibile.

Il Potere Esecutivo non può non sapere che il comproro deve essere assolutamente iscritto nell’apposito Registro OAM come più volte infra specificato e quindi non poteva e doveva escludere i Comproro dalle attività finanziarie o comunque dalle attività essenziali, per tutti i motivi richiamati senza adeguata ed esaustiva motivazione conferente.

Forse per favorire il sistema bancario? Forse per favorire i Banco Pegni che sono operativi? Forse per altri motivi non palesi?

Il reato ipotizzabile è a struttura dolosa generica e consiste nella costrizione per il soggetto passivo a subire una imposizione anche a non fare una determinata cosa.

Per migliore esemplificazione della -quaestio-richiamiamo alcune massime della Corte di Legittimita’ che possono sottolineare come sia possibile aderire alla visione sopraesposta,

cosi’ ipotizzando come i soggetti attivi del governo abbiano potuto incorrere nella fattispecie penale enunciata.

 “ L’elemento della violenza, non necessariamente fisica, viene idendificato in qualsiasi

 mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della liberta’ di determinazione e di azione, potendo anche consistere in una violenza impropria che si attua attraverso l’uso

 di mezzi anomali diretti ad esercitare pressioni sulla volonta’ altrui, impedendone la libera determinazione (Cass.11907/2010) .

 “ L’elemento soggettivo del reato e’ il dolo generico, ossia la coscienza e la volonta’ di costringere taluno, tramite violenza o minaccia, a fare, tollerare o omettere qualcosa.Ai fini della configurazione del reato, pertanto, non è necessario il concorso di un fine

 particolare,ne’ che la condotta del reo sia volta al conseguimento di un fine illecito (Cass. N.4526/2010)

Sussiste altresi’ uno spunto di Dottrina sul comportamento colposo con dolo eventuale conferente il reato de quo.

Sul profilo civilistico-amministrativo.

Le argomentazioni sviluppate possono anche costituire il fondamento di una azione civilistica mirante al risarcimento dei danni, possibilmente con Classaction, anche in sede amministrativa sussistendone i presupposti di legge anche per azione contestuale a quella civile avanti la giurisdizione Amministrativa.

L’argomento si presta a molte argomentazioni. Disponibile per eventuale approfondimento.

Ringrazio per attenzione.    Avv. Carlo Sergio Soldani

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